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Autore -Luca Ciofani-
Piazza la Rocca, sono tre chilometri Father, ce la facciamo in un lampo, Father, ho piedi di ghiaccio ma abbastanza spirits in corpo per portarti ovunque.
Allora via capitano, ‘Un sorso di rum e niente bicchiere, alla bottiglia ci toccherà bere!’
Father al mio fianco così cantava, mi strinse le corde del collo ed io bestemmiai il servizio pubblico che ci aveva abbandonato, malandati e sconvenienti, ai rischi del marciapiede. Contro un muro lasciammo i nostri caldi liquidi senza che anima osasse rimprovero, ma solo anime povere giravano, di minuta statura, pezzi di servizio, immersi nei loro piumini contraffatti e impuzziti di coriandolo, aglio, carne vecchia da sfruttare. Così, mentre andavo al mio passo distorto, pieno d’alcool e del mio orgoglio di finto capitano, quel fischio mi trafisse le orecchie. Mi voltai ed ebbi che vedere signori! Una ics umana, tutta nera, alquanto imprecisa devo dire, mi dava le spalle e offriva il petto alla bestia gialla. Father, maledetto, trasudava vapore contro quei fari. L’aveva fatto, era il quinto o l’ottavo tram che non ci dava accoglienza, fregiato dell’ostinata scritta ‘fuori servizio’, come fosse non un mezzo elettrico ma un cavallo a riposo, pur rigando molto bene, molto bene signori, sulle proprie chilometriche tracce di ferro. Più volte io e Father ci eravamo chiesti il perché di tanta ottusità ma nessuno di quei dirigenti – che pur avevano deciso del nostro destino – si era degnato di farsi vivo e lo voglio ben capire, dato che la risposta sarebbe stata commisurata alla loro burocratica violenza. E allora Father, più cocciuto di quel toro di ferro, lo aveva agguantato per le corna, incitando la piccola folla delle povere anime ad appropriarsi del mezzo e a partire, avrebbe guidato lui, fino a mete ignote ed io, il capitano, avrei seguito il mio sergente anche oltre la fine delle strade di ferro, lo giuro!

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